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La grande depressione del 1929. Le crisi iniziano sempre nello stesso modo?

Scritto il: 1 giugno 2012

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Nel 1929, un milione e mezzo di clienti avevano conti nelle 29 borse americane. Con una popolazione di circa 120 milioni, circa 30 milioni di famiglie erano attivamente legate al mercato. Un milione di investitori potevano facilmente essere definiti come degli speculatori.
Di questi, due terzi operavano allo scoperto, ovvero con soldi che non avevano o che non avrebbero potuto facilmente procurarsi.
Il pericolo di questa crescita di scambi allo scoperto veniva compensato dal fiorire di fondi d’investimento che marcò l’ultima fase del mercato rialzista. Normalmente, le azioni venivano valutate circa dieci volte i profitti.

Un boom in un mercato basato solo su guadagni in conto capitale (capital gain), non è che una forma di vendita piramidale. Verso la fine del 1928, i nuovi fondi d’investimento arrivavano sul mercato al ritmo di uno al giorno. Si trattava di fondi altamente speculativi, tipo gli odierni Hedge Fund, la cui crescita di quotazione non rifletteva che un piccolo incremento della loro crescita reale.

Indice DJ dal 1920 al 1929

Il risveglio dal sogno fu scioccante e, al 24 ottobre 1929, undici famosi operatori di Wall Street si erano già suicidati. Secondo l’investigatore di Chicago Sherman Skolnick, fu per questo che, in seguito, i grattacieli vennero costruiti con le finestre bloccate, che non si potevano aprire dall’interno.
All’otto luglio 1932 l ‘indice era sceso a 58. Erano crollati la General Motor e le US Steel, le più grandi e solide acciaierie del mondo. Questi crolli si rifletterono gradualmente sull’economia reale.
L’indice della produzione industriale calò dal 114 dell’agosto 1929 al 54 del marzo 1933, l ‘industria manifatturiera calò di quattro quinti. L’industria edile passò da 8,7 miliardi di dollari del 1929 a 1,4 miliardi di dollari nel 1933.
La disoccupazione aumentò dal 3,2 % del 1929 al 26,7 % nel 1934. Ad un certo punto, 34 milioni di uomini, donne e bambini, non avevano più alcun introito. Le scuole e le università chiusero o fallirono e la malnutrizione arrivò al 20%.

L’economia mondiale fu salvata, se così si può dire, dai preparativi per la seconda guerra mondiale. La prima economia che si rivitalizzò fu la Germania che, con l’avvento del regime nazional-socialista di Hitler nel gennaio 1933, si imbarcò immediatamente in un programma di riarmamento. Nel giro di un anno, la Germania eliminò il problema della disoccupazione.
Nessuno degli altri paesi andò meglio. L’Inghilterra cominciò il riarmo nel 1937 e, progressivamente, vide diminuire la disoccupazione. Ma questa era ancora ai massimi storici alla vigilia della guerra, il 3 settembre 1939. Questa fu la data in cui Wall Street, presagendo lucrosi traffici di armi e l’eventuale partecipazione statunitense nel conflitto, ritornò al livello dei prezzi del 1929.

Lascio al lettore il compito di trovare le analogie con la crisi Europea odierna, i governi dell’epoca per affrontare la crisi tagliarono la spesa pubblica ed aspettarono che la crisi si risolvesse naturalmente. 

Roosevelt affrontò così la crisi:


Le uniche regole che conoscono sono quelle di una generazione di egoisti privi di di una visione del futuro e quando questa manca il popolo soffre. […] Il nostro obiettivo più importante è quello di far tornare la gente a lavorare […] Lo possiamo realizzare attraverso assunzioni governative dirette, affrontando l’impegno come faremmo con un’emergenza bellica, ma, al contempo, grazie a queste assunzioni, portare a termine progetti di riorganizzare le nostre risorse naturali.
[…] In questo sforzo per un rilancio dell’occupazione […] Abbiamo bisogno di una severa azione di controllo su tutte le attività bancarie, creditizie e di investimento, per porre fine alle speculazioni con danaro altrui.

Molto interessante vedere questo documentario BBC riguardante La crisi economica mondiale del 1929.


fonti:
http://www.disinformazione.it/depressione1929.htm
http://keynesblog.com/2012/03/30/franklin-delano-roosevelt-bisogna-affrontare-la-crisi-come-si-affronta-una-guerra/
http://www.arezzotrade.com/Grafici_Storici/dowjones1895_oggi.htm#3

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Buon Trading e buon Week End
 

 

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About Luca

Luca
Sono laureato in Ingegneria Gestionale e ho un diploma di Master in Project Management. Faccio Trading online da ormai 7 anni e mi interesso di Borsa e Finanza da almeno 11. Opero in borsa come Private Trader, su i più importanti mercati finanziari: Mercato azionario MTA Italiano prevalentemente, Mercato dei cambi Forex, Mercato delle materie prime (Commodity), Indici. Gli strumenti che tratto principalmente sono quindi Azioni, CFD e Futures.
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